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SYLVATICA
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Sylvatica, programma complesso di sconfinamenti Il contemporaneo una volta compreso il fatto che mai più nulla può compiersi, e che anzi, tutto continua ad affluire in un indistinto rimescolio capirà che la forma, come espressione della vita esige un progetto che consiste, appunto, nel riguardare il dinamismo il transuente, l'atemporale. Sylvatica nasce da questo. Scambio necessario per rendere dimostrabile qualcosa di semplice e di
straordinario al tempo stesso: Sylatica si compone di tanti corpi asssenti/presenti di cui si capirà
il motivo, intanto vorrei sottolineare il valore sperimentale-concretissimo
di questo progetto. Abbiamo un corpo virtuale, il corpo elettronico, quello che ha cambiato
irreversibilmente le forme della nostra comunicazione, che intesse la
sua presenza visiva attraverso sovrapposizioni ritmate secondo una logica
di scambio dissolvente con il corpo fisico dell'architettura. Per ogni
materialità c'è una schermatura che sottolinea la reversibilità
immanente delle strategie di simultaneità dei flussi, che viaggia
in profondità e in superficie nei labirinti percettivi. Abbiamo un corpo sonoro mutante che non assume alcuna espressione estetica dalla parte del suono ma opera, in modo differenziato e differenziante, incroci tra energia spaziale e movimento. Un suono visibile, tattile che contribuisce a piegare e spiegare le sue relazioni. Un non-suono che sa trattenere ciò che si estende in esso e può estendere in molte direzioni i frammenti del suo corpo. La postazione della motion capture corrisponde ad una focalizzazione quasi didascalica dello scanner come idea-strumento dell'intera operazione. Uno spazio marcato dove la danza può allestire il punto di partenza e di arrivo del progetto facendo circolare, letteralmente, quei movimenti negli scenari trasformazionali in cui avviene la fusione o la con-fusione tra l'architettura e la danza. I corpi danzanti non propongono modelli dinamici, estetiche di locomozione.
La danza allestisce scenari di trasformazione dello spazio attraverso
azioni aperte, interattive, diviene flusso spaziale emergente dalla combinazione
di sezioni analitiche e sintetiche che catturano gli altri corpi dell'organismo
vivente: Le sequenze non esistono in una tipica disposizione geometrica,
ma suggeriscono estensioni al contempo rettilinee e centrate, ortogonali
e trasversali, monodimensionali e multidimensionali. Dall'osservazione
viene esclusa la serenità di movimentazioni ordinate e sequenziate,
a favore di una circolazione aperta, casuale che provoca momenti di arresto,
di ricerca di altri orientamenti. La luce tra astrazione e figurazione, è il corpo tra i corpi che in un gioco vitalistico seduce e interroga il visibile e il nascosto, l'intellegibile e il sensibile. Tra questi corpi non si pone il problema del rispetto dei ruoli nessuno retrocede in favore dell'altro poiché è l'organismo che è onnipresente e la trama dei corpi è fitta e inestricabile, si combina senza sforzo, ogni corpo accoglie l'altro, generosamente, necessariamente. da Sylvatica, "SPAZIO ARCHITETTURA" anno V. n.64/21 novembre-dicembre 2003.
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